Essere un attaccante quando finisce la carriera e comincia la malattia

Sfogliando le pagine di un dizionario, forza e fragilità risultano due termini contrari. Questa storia invece ci dimostra che sono sinonimi. Non c’è forza senza fragilità. Non c’è coraggio senza paura. E non c’è gioia senza dolore. Ci sono bensì tutti questi ingredienti insieme, nei frammenti di vita raccontati nel libro ‘Una vita in gioco – L’amore, il calcio, la SLA’. Chantal Borgonovo, con Mapi Danna, offre ai lettori uno spaccato privato della quotidianità con il marito Stefano. L’indimenticato centravanti di squadre come Como, Sambenedettese, Fiorentina, Milan, Pescara, Udinese e Brescia, senza tralasciare le tre presenze in Nazionale, è scomparso nel giugno del 2013 dopo aver combattuto per oltre sette anni con la ferocia della sclerosi laterale amiotrofica. Una ferocia che piomba nelle loro vite come «una valanga in slow motion». E che costringe la coppia, perché a essere messi a nudo in questa storia sono sia Stefano che Chantal, a riscrivere la propria esistenza. L’amore, il calcio. E la SLA. C’è un amore energico e intenso, che fra alti e bassi di tutti i giorni, viene sempre vissuto alla pari. Non si risparmia, così come non vengono risparmiati a chi legge, i difetti e le qualità dei due protagonisti. Che, in fondo sono due ragazzi normali, alle prese con una situazione straordinariamente più grande di loro. Ma che riescono a fronteggiare, tirando fuori le loro risorse più nascoste. Anche attraverso il contributo e la precoce maturità del loro giovane nucleo familiare. C’è il calcio, il mondo nel quale Stefano ha corso per una vita. Una passione che gli ha portato successi e delusioni. Dal motore di tutto all’immobilità progressiva, sembra la più perfida delle beffe. Eppure questa finestra sul suo nuovo quotidiano rappresenta anche un modo per coglierne una vena ironica, quando per esempio risponde alle domande di un giornalista. E poi c’è la SLA. Un acronimo di tre lettere che nasconde una delle più spietate malattie neurodegenerative. Che s’intrufola in un corpo per tentare di sbriciolarlo, ma il suo proprietario si dimostra un «malato resistente». E allora il calvario che gli viene riservato è ancora più privo di sconti. Come priva di scorciatoie è la strada che si trova a percorrere chi ha che fare con questo insormontabile ostacolo. Il libro pone interessanti riflessioni sul tema fine vita, proprio in virtù dell’unicità e irripetibilità che caratterizza ogni singola vita. Che è attraversata da materia pulsante, prima ancora che da ideologia. In mezzo a una girandola di emozioni altalenanti, c’è anche il lavoro razionale e scrupoloso della Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, che promuove la ricerca scientifica a favore dei malati di SLA, oltre allo studio e alla realizzazione di applicazioni e apparecchiature in grado di aiutare i pazienti a sopportarne al meglio il disagio.

Giuseppe Malaspina