La probabile formazione con cui giocherebbe oggi la Germania Est

Immagine da Youtube

Chissà che effetto susciterebbe, in tempi moderni, un’uniforme di gara in campo, con tanto di scritta DDR. L’ultima partita della Nazionale della Germania Est è stata infatti disputata contro il Belgio nel settembre del 1990, all’indomani del Mondiale italiano vinto dai dirimpettai dell’Ovest, separati dal muro di Berlino, mentre era in corso il processo di riunificazione. E, se l’esercizio di astrazione per immaginare come giocherebbero oggi le rappresentative di nazioni un tempo unificate è valso per Urss, Jugoslavia e Cecoslovacchia, perché non giocare, attraverso lo stesso meccanismo ipotetico avulso dalla storia, a disegnare l’eventuale composizione dei tedeschi orientali? Distanti anni luce gli anni dell’attaccante presenzialista Joachim Streich e del centrocampista Jürgen Sparwasser, autore di una storica rete contro la Germania Ovest nei Mondiali del 1974. Lontani, ormai, anche gli Europei del 1996, dove il difensore Matthias Sammer, nato a Dresda, conquistò il Pallone d’oro. Se ci si limita oggi a una riflessione in ambito meramente quantitativo, non sono numerosi gli elementi pescati dal serbatoio calcistico dell’Est ad aver militato nella Germania post-unificata. Eppure, alcuni di loro sono riusciti ugualmente a partecipare a competizioni internazionali, spiccando per impegno o talento. Cercando di assemblare idealmente una squadra attuale che bilanci giocatori d’esperienza e giovani di promettente sentore di carriera, l’undici potrebbe disporsi in campo così. In un modulo ordinato e compatto, forgiato intorno al 4-3-3, il portiere titolare potrebbe essere Ralf Fährmann. Nativo di Chemnitz, fino al 1990 Karl-Marx-Stadt, città tedesca centro-orientale collocata nel Land della Sassonia, indossa la fascia di capitano dello Shalke 04, mostrando abilità soprattutto nel parare i rigori. A puntellare la difesa, da destra verso sinistra scendono in campo Antonio Rüdiger, Robert Huth, Jordan Torunarigha, e Marcel Schmelzer. Il terzino berlinese di origini sierraleonesi Rüdiger, dopo aver vestito per due stagioni la maglia della Roma, agisce nella retroguardia del Chelsea, sotto le direttive di Antonio Conte. Campionato inglese anche per l’esperto Huth, nato a Berlino nel 1984, non a caso soprannominato ‘Berlin wall’, per via di grinta, fisicità e gioco aereo. Capitano virtuale di questa insolita formazione, e fra i protagonisti reali dell’impresa scudetto del Leicester City, targata Claudio Ranieri, nel 2016. Il baby Torunarigha, classe 1997, è nato a Chemnitz e cresce fra le fila dell’Hertha Berlino. Completa il quartetto arretrato, l’esterno sinistro del Borussia Dortmund Schmelzer, per garantire spinta e profondità sulla corsia di competenza. Anima del centrocampo sul settore di destra, il polivalente Toni Kroos da Greiswald, in forza al Real Madrid, e laureato campione del mondo nel 2014. Probabilmente il giocatore più forte e rappresentativo della compagine. Ad affiancarlo, nel centro del campo, Arne Maier, nato a Ludwigsfelde nel 1999, mediano dell’Hertha Berlino. Il mix di saggezza e gioventù si salda con l’eclettismo di Nico Shulz. Berlinese del 1993, opera fra le fila dell’Hoffenheim. Il tridente d’attacco prevede a destra il dinamismo dell’ala Karim Bellarabi. Nato a Berlino nel 1990 da madre tedesca e padre marocchino, attualmente veste i colori del Bayer Leverkusen. Centravanti d’esperienza e d’importazione polacca è Lukas Podolski, duttile ed esperto attaccante del Vissel Kobe in Giappone, già campione del mondo nel 2014. Sulla fascia sinistra, infine, le incursioni del berlinese Maximilian Philipp, attaccante del Borussia Dortmund, nato nel 1994. Anno in cui la Germania unificata e campione del mondo, venne eliminata ai Mondiali dalla sorprendete Bulgaria.

Giuseppe Malaspina