Quando uno scoglio ha arginato il mare

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Uno dei nemici più insidiosi del calcio è la retorica. Nella rappresentazione del gioco, infatti, la tentazione di enfatizzare in negativo o in positivo una prestazione sportiva, si annida spesso dietro l’angolo. Capita quindi che una sconfitta assuma i contorni del dramma, e che una vittoria diventi qualcosa di epico. Eppure, se l’elemento celebrativo è uno strato che difficilmente riesce a essere separato dalla cronaca, ci sono partite che senza bisogno di ricorrere a tale artificio, restituiscono l’autenticità di un’impresa insperata. Sabato scorso la Spal ha frenato la corsa della Juventus. I biancazzurri hanno ridotto la distanza fra le tre linee dei propri reparti, al punto da neutralizzare l’offensiva bianconera. Una ragnatela sapientemente tessuta fra attacco, centrocampo e difesa, che ha sottratto vigore alla corazzata di Massimiliano Allegri. Un approccio ispirato al contenimento degli avversari, che non si è limitato ad arretrare il suo raggio di azione, esponendosi agli assalti juventini. Al contrario, la compattezza dei ragazzi di mister Leonardo Semplici, è stata la chiave di volta per portare a casa un punto preziosissimo sulla prima in classifica. Un’intensità trascinata per oltre tre quarti di gioco attraverso la totalità degli undici uomini scesi in campo, considerando che il primo cambio spallino è arrivato all’ottantaduesimo minuto del match. Con l’impressione che l’orchestra, seppure stanca, riuscisse a condurre a termine l’esecuzione dello spartito. E che un ingranaggio proveniente da fuori, paradossalmente, rischiasse di compromettere l’esito del concerto. Certo, i tiri verso la porta avversaria si sono ridotti fino a quasi annullarsi. E l’area di porta ha sperimentato più di un pericolo. Eppure la compagine biancazzurra, agli occhi degli spettatori, è apparsa costantemente in grado di gestire la gara. Difficile trovare un unico protagonista. Dal metronomo Pasquale Schiattarella nella veste insolita di regista di centrocampo, allo stantuffo Filippo Costa, instancabile corridore in ambo i sensi della corsia di sinistra. Tre parate per l’estremo difensore Alex Meret, che si è fatto trovare pronto, affidabile e concentrato quando le circostanze lo hanno richiesto. L’incitazione crescente dei supporter di casa, poi, ha è servito ad accompagnare lo scorrere dei minuti. Che si sono esauriti al canonico triplice fischio dell’arbitro, consegnando al tabellino un finale a reti inviolate. Le acque del campionato, in virtù degli altri risultati, si sono smosse. Mentre a Ferrara, la mareggiata che era prevista, è andata a infrangersi contro un solido scoglio.

Giuseppe Malaspina