Le declinazioni della realtà nel festival Riaperture

Foto di Letizia Battaglia

Nello sport è chiamata visione di gioco. La capacità di leggere lo sviluppo degli eventi partendo da un infinitesimale punto di osservazione. E agire d’anticipo, proprio in virtù di tale qualità. Un principio applicabile in diversi campi della realtà, che non possono prescindere appunto da una finestra di osservazione sulle cose. A questo proposito, ci sono situazioni che appaiono più lineari nella loro rappresentazione immediata. Eppure, se si focalizza l’obiettivo su un frammento che contribuisce a comporle, ecco emergere talvolta un livello più profondo di complessità. Che balza agli occhi grazie a una semplice inversione del punto di vista. In quest’ambito, la fotografia è fra le più efficaci discipline rivolte ad analizzare gli elementi della realtà, compiendo un’operazione di capovolgimento prospettico. Attraverso la scelta di immortalare qualcosa che fornisca una chiave a chi guarda, per mettere ordine nel caos dell’apparenza. E lo scatto fotografico come elemento in grado di ribaltare i punti di vista e di ridare luce agli spazi dimenticati, è il leitmotiv che anima il ritorno a Ferrara del festival Riaperture. La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, approderà nella città estense nel mese di aprile, vivacizzando i week-end dal 6 all’8 e dal 13 al 15. Sei giornate complessive fitte di incontri con autori nazionali e internazionali e workshop, presentazioni e proiezioni. Una formula confermata in virtù delle 1200 presenze realizzate nello scorso anno, e caratterizzata dall’aumento della durata a due fine settimana. L’argomento intorno al quale ruoteranno le diverse attività è il concetto di ‘reale’, che sarà declinato da diverse prospettive. Nell’elenco degli autori presenti in mostra al festival c’è posto per Letizia Battaglia, autrice del celebre scatto che immortala la bambina con il pallone a Palermo. Spazio inoltre a Francesco Zizola, Oleg Oprisco, Antonio Xoubanova, Arimasa Fukukawa, Stuart Paton, Roberto Boccaccino, Camilla de Maffei, Marco Sconocchia, Nicolas Bruno, Arianna Sanesi, Alessandro Ruzzier e Lele Marcojanni. Gli organizzatori, dunque, comunicano che il tema dell’edizione targata 2018, intende offrire uno sguardo originale rivolto alla realtà. Reale è ciò che la fotografia fissa in maniera cruda, onesta e priva di sovrastrutture. Reale è l’operazione che compie il fotografo, costruendo una visione personale e artificiosa di ciò che ritrae, rendendola altrettanto tangibile quanto la stessa realtà. Un angolo prospettico che abbraccia il fotogiornalismo fedele alla realtà che riproduce, e il surrealismo dell’immagine realizzata senza artifici digitali. Obiettivo di Riaperture è anche riaccendere l’attenzione su luoghi pubblici e privati attualmente non in uso, unendo all’indagine fotografica un’idea di rigenerazione urbana. Il festival sarà dislocato a Factory Grisù, palazzo Prosperi Sacrati, palazzo Massari, palazzo Cavalieri di Malta, casa Niccolini, nell’ex drogheria Bazzi e nell’ex chiesa di San Giuliano e in un negozio attualmente chiuso del centro storico. Una manifestazione che «risponde alla necessità di guardare alla realtà che ci circonda, sia locale che globale, con occhi nuovi», sottolinea il direttore artistico Giacomo Brini. Informazioni relative al programma della manifestazione sono reperibili sul sito internet riaperture.com.

Giuseppe Malaspina