Quante sfumature (bianc)azzurre nella sfida fra Polonia e Senegal

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Se una certezza sportiva incontrovertibile è rappresentata dalla mancata qualificazione italiana ai Mondiali in Russia, altrettanto pacifico è l’interesse nostrano nei confronti delle partite del torneo. Ad accendere la misteriosa scintilla del tifo, infatti, non è soltanto quella proiezione dinamica delle proprie radici che finisce per essere contenuta nel colore della maglia della Nazionale. C’è un’altra forma di identità che trova una strada da percorrere, la squadra del cuore. Nel club sono tanti gli uomini in transito, alcuni restano e altri proseguono il viaggio. E fra qualcuno senza particolari ricordi da raccontare e qualcuno in grado di conquistare i tifosi, c’è sempre comunque chi lascia un segno indelebile. E allora un criterio per affidare il proprio legame emotivo, fosse anche episodico, a una protagonista di questo campionato del mondo, è offerto appunto dall’appartenenza di un giocatore straniero alla squadra preferita. A questo proposito, il campionato italiano appena trascorso, si è caratterizzato per una prolungata e interessante fase d’incertezza, sia ai piani alti della classifica che in zona retrocessione. Il Napoli ha battagliato quasi fino alla fine per la conquista del titolo, dopo avere stupito tutte le concorrenti nell’imporre il proprio gioco spettacolare, mentre la Spal ha costruito con impegno e perseveranza una salvezza, per diversi suoi supporter insperata, alla luce di un affannoso girone d’andata. Fra i protagonisti del club partenopeo, senza ombra di dubbio figura il difensore centrale senegalese Kalidou Koulibaly. Le sue prestazioni nel reparto arretrato lo hanno progressivamente reso uno dei migliori interpreti nel proprio ruolo, in Europa. E il momento di maggiore sintonia con il popolo napoletano è probabilmente stato raggiunto con il gol di testa, su calcio d’angolo, ai danni della Juventus. Il 22 aprile scorso, all’Allianz Stadium, il cielo di Torino è diventato azzurro, sfiorato dalla vetta del K2. Nel frattempo, in terra estense, un connazionale di Kalidou si guadagnava sul campo la stima della tifoseria spallina. Il suo nome è Alfred Gomis e difende i pali della porta biancazzurra. Il suo esordio, nella prima di campionato in trasferta all’Olimpico contro la Lazio, è legato all’infortunio di Alex Meret. Il debutto finirà a reti inviolate, e in totale le presenze nell’ultima stagione saranno 26. Un rendimento costante che garantirà al giocatore provvisto di doppia cittadinanza, italiana e senegalese, la meritata convocazione nella sua Nazionale. A rinforzare le fila delle due compagini di Napoli e Ferrara, è inoltre presente una presenza polacca. Nel 2016, la società presieduta da Aurelio De Laurentiis acquista il centravanti Arkadiusz Milik. Un attaccante potente e poliedrico che però subirà due gravi e fastidiosi infortuni. Rottura totale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro prima, e rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro poi. Un’autentica sfortuna che la squadra riuscirà comunque a superare, con l’intuizione di mister Maurizio Sarri di impiegare l’esterno sinistro offensivo Dries Mertens come prima punta. Compagno di Milik in Nazionale è Piotr Zieliński, centrocampista duttile e talentuoso, che dal 2016 ha collezionato 72 presenza con la magia azzurra. Come polacco è Thiago Cionek, difensore in forza alla Spal dal mercato invernale del gennaio 2018. Un azzeccato sostegno per la compattezza della retroguardia biancazzurra, rappresentato dunque da questo giocatore brasiliano d’origine e naturalizzato polacco, che fino a pochi mesi prima militava in serie B, nel Palermo. Un’altra convocazione ai Mondiali guadagnata sul campo, insieme alla stima dei tifosi. Ecco, la partita del gruppo H fra Polonia e Senegal non ha messo di fronte soltanto due nazioni di due continenti, ma ha coinvolto anche coloro che, sia in terra estense che sotto il Vesuvio, hanno vissuto un incredibile campionato. Guardato da quest’ottica, il Mondiale si manifesta per la sua capacità di attrarre province e periferie del globo distanti, piuttosto che annullare le identità delle prospettive di osservazione. Quella dolorosa incertezza, dal punto di vista sportivo, se tenere per Milik e Zieliński o per K2, se augurare di passare il turno a Cionek o a Gomis, è l’avvincente elemento di seduzione di un fenomeno, il tifo, che travalica le coordinate geografiche più lontane. Per la cronaca, a spuntarla sono stati i Leoni di Aliou Cissé, e lo sfortunato Thiago è stato autore di un gol nella propria porta. La sua Nazionale è uscita a causa di una successiva sconfitta rimediata contro la Colombia, ma chissà se per il prosieguo della competizione, la sua simpatia calcistica non vada proprio per i colori del compagno di squadra Alfred.

Giuseppe Malaspina