L’undici albiceleste, probabile base per la rifondazione

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Commentando la disfatta della sua Nazionale in Russia, l’ex attaccante della Selección Hernán Crespo si è limitato a effettuare una citazione. Il suo richiamo è andato al titolo di uno dei più conosciuti romanzi di Gabriel García Márquez, ‘Cronaca di una morte annunciata’. Convocazioni non convincenti, scarsa identità di gioco, seri problemi nella fase difensiva e cattiva gestione delle partite, sono alcuni dei limiti evidenti che hanno attirato le critiche di tifosi e addetti ai lavori. Dopo l’eliminazione giunta attraverso la sconfitta con la Francia, appare inevitabile un rinnovamento quasi completo della rosa. La formazione dalla quale ripartire non dovrebbe prescindere dalla squadra detentrice del titolo in Superliga argentina. Il Boca Juniors dunque, come ossatura di un gruppo giovane e arricchito da talenti motivati, magari in forza in campionati europei. Obiettivo da perseguire, la costruzione di un progetto solido e duraturo, che coltivando una continuità di gioco serva a rinsaldare il legame popolare con il suo pubblico, desideroso da ormai troppo tempo di una gratificazione sportiva. Un ordinato 4-4-2, come schema per occupare gli spazi con disciplina e consentire una manovra, il più possibile corale.

 

Gerónimo Rulli

Portiere plastico di 1,89 centimetri, che difende i pali della Real Sociedad. Un ventiseienne di grandi qualità, in grado di impiegare i piedi con elevata disinvoltura. Un elemento che potrebbe agevolare un’alta collocazione della difesa.

 

Gino Peruzzi

Esterno destro che ha presto suscitato la stima di un ex giocatore come Javier Zanetti. Si è fatto notare, in un match contro il Santos, per avere annullato con la sua marcatura la pericolosità di un attaccante come Neymar. Oggi, in forza al Nacional, in prestito dal Boca Juniors.

 

Emanuel Mammana

Un pesante infortunio, rottura del legamento crociato anteriore e dei menischi del ginocchio, ha compromesso in maniera definitiva la sua convocazione al Mondiale in Russia. Eppure, l’eleganza negli interventi del centrale difensivo dello Zenit San Pietroburgo, merita un posto da titolare.

 

Lisandro Magallán

Difensore centrale e autentica rivelazione del campionato. Anche in virtù degli interventi di questo giovane, classe 1993, il club azul y oro è riuscito a conquistare il titolo. Sarebbe interessante vederlo crescere fianco a fianco con Mammana.

 

Emmanuel Más

Sulla fascia sinistra del Boca, si è spesso dato il cambio con il rapido Fabra. Un margine di crescita da coltivare per l’esterno mancino nato nel 1989, con licenza di salire in avanti e servire i compagni degli altri reparti.

 

Erik Lamela

Ala offensiva del Tottenham, dalle particolari doti tecniche. Classe 1992, provvisto di duttilità tattica e in grado di utilizzare la rabona, alimentando un gioco dinamico e difficilmente prevedibile. Fra le sue armi, la rapidità con cui parte e si accentra.

 

Leandro Paredes

Gran controllo di palla negli spazi brevi. Destro naturale, nato nel 1994, che agisce sulla linea mediana del campo. Ha giocato sia come interno, che come regista, distribuendo palloni preziosi ai compagni, senza disdegnare le conclusioni in porta.

Gonzalo Maroni

Trequartista dal talento puro e dalla giovanissima età. C’è anche la firma di questo ragazzo del 1999, nel titolo di bicampeon del Boca Juniors in Argentina. Se un investimento comporta un minimo di rischio, puntare sul quasi ventenne di Córdoba, è un azzardo che può davvero ripagare.

 

Alejandro Gómez

Polivalente, agisce a sinistra della linea offensiva sia che si giochi con il modulo 4-2-3-1 che con il 3-4-3. Eppure, la sua caratteristica di rapidità nello scatto, mista a una precisione in tiri e passaggi, potrebbe giovare ai meccanismi di centrocampo della catena di sinistra.

 

Mauro Icardi

Forse è arrivato il momento del centravanti di Rosario. Affamato di reti e di successi internazionali, il suo fiuto del gol servirebbe a riaccendere la vena realizzativa dell’attacco albiceleste, troppe volte a secco negli appuntamenti che contano.

 

Lionel Messi

Della sua doppiezza che oscilla fra il Barcellona e l’Argentina hanno scritto tutti. Per provare una citazione da un’altra opera di García Márquez, ‘Cent’anni di solitudine’ e dall’omonima canzone dei Modena City Ramblers, «hai preso parte a trentadue rivoluzioni e trentadue rivoluzioni le hai perdute». Per non rassomigliare in questo al colonnello Aureliano Buendia, Leo forse dovrebbe deporre i suoi gradi di alto ufficiale, e dare il suo contributo alla squadra, senza pressioni. Dietro di lui c’è un giovane Paulo Dybala che scalpita.

Giuseppe Malaspina