Quando il gol da fuori area annoda i fili di un derby

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Per misurare il disordine in un sistema fisico, la grandezza utilizzata si definisce entropia. Quando si passa da uno stato di equilibrio ordinato a uno disordinato, pare che questa grandezza aumenti. E sembra che l’esempio estremo di sistema fisico da considerare possa spingersi fino all’universo. Da profano, provo a compiere metaforicamente un percorso a ritroso. E arrivo con la mente a disegnare quel sistema fisico più piccolo, caratterizzato da un alto tasso di entropia, un derby fra due squadre di calcio. Talvolta la stracittadina è un esempio calmo di caos, dove i due blocchi si fronteggiano con la consapevolezza delle proprie forze. Ma nella convinzione che la sfida in questione possa essere risolta da una leva difficilmente ponderabile. Un grimaldello nelle mani di chi coniuga l’intuito di aggirare la compattezza della mischia all’abilità di pescare, dal cilindro del proprio repertorio, quel guizzo tale da rovesciare il sistema. Nel derby che ha appena contrapposto Spal e Bologna, l’ultimo sigillo che risponde a questa logica, lo ha firmato il centrocampista biancazzurro Jasmin Kurtić. Una prodezza balistica da fuori area, dove nulla ha potuto l’estremo difensore Lukasz Skorupski. Un tiro scoccato con potenza e precisione che ha finito per decidere il match della prima di campionato, scatenando il comprensibile boato del popolo spallino. Non è la prima volta che la compagine di Ferrara supera la diretta rivale geografica, grazie a una bordata dalla distanza. Nella scorsa stagione in serie A, dopo la sconfitta maturata a Bologna per 2 a 1, con il gol di Andrea Poli e l’autorete di Bartosz Salamon per i felsinei, ai quali rispose Mirco Antenucci per il team ferrarese, il girone di ritorno ha consegnato un verdetto favorevole ai biancazzurri. A decidere la partita, un tiro di controbalzo del centrocampista Alberto Grassi pochi passi fuori dal rettangolo dell’area di rigore, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, conquistato nei minuti di recupero. Ancora una volta, il tripudio del pubblico a sottolineare compiacimento per l’azione e gioia per la quasi certezza della vittoria. Eppure, in tema di bombe lasciate partire lontane dall’area e terminate in fondo al sacco a gonfiare la rete, la memoria sportiva ferrarese conserva un ricordo ancora vivido. La partita contro i rossoblù che i supporter ricordano con piacere porta la data del 5 giugno 1994. Uno scontro al ‘Dall’Ara’ per la semifinale di andata dei playoff di C1. L’obiettivo è strappare il pass per la serie cadetta. E l’occasione si presenta, nel corso della sfida, attraverso un calcio di punizione fuori dall’area. A tentare la realizzazione, il centrocampista con i capelli lunghi e la casacca con il numero 4, Giorgio Zamuner. L’impatto fra il suo piede e il pallone produce un missile che s’insacca in porta, scatenando l’esultanza dei tifosi collocati nella Curva San Luca. La partita terminerà 2 a 0, con il raddoppio di Davide Olivares. Sarà passaggio del turno, malgrado la sconfitta nel ritorno. E infine quell’annata riserverà la delusione di perdere la finale con il Como. Ma le bordate da fuori area s’incollano nella memoria, come un modo per scavalcare l’entropia di ogni derby.

Giuseppe Malaspina