Semplicemente un gioco che raccoglie persone insieme

Il teletrasporto è una palla che scivola. Mettete da parte altri mezzi di locomozione di fantascienza, e lasciatevi andare al realismo e all’immaginazione di un gioco che offre viaggi emozionali a coloro che nutrono il desiderio di viverli. Realismo e immaginazione, come le traiettorie di una sfera che scorre su un rettangolo verde spostando la sua materia, e aprendo finestre sui sogni di chi la segue con gli occhi. E rimbalza, sfiorando altri campi semantici senza nemmeno accorgersene. Musica e cinema, storia, politica e letteratura. Al punto che perfino l’impresa sportiva di un gruppo finisce per diventare poesia, e poi romanzo. Quante pagine sono state scritte sul calcio, forse perché illimitato è il ventaglio di soluzioni che offre a chi assiste a quel nucleo narrativo che integra individualità e collettivo, tecnica e tattica, talento e motivazione. Dai volumi biografici sui campioni ai racconti legati alla periferia. La bellezza è frutto di un’azione apollinea o dionisiaca? Contano più gli uomini o gli schemi? Dubbi che dividono gli appassionati, unendoli al tempo stesso davanti al tavolo di un bar. Magari, con le pareti che fanno da sfondo al poster di una squadra. Culto laico di una macchina del tempo che si attiva con la forza di un’immagine. Passano le stagioni, ma c’è sempre un pretesto per parlare di calcio. L’ultimo, me lo fornisce la presentazione del libro ‘Insieme nella storia’, dedicato alla cavalcata spallina dai cadetti alla massima serie, a distanza di quasi mezzo secolo dall’ultima volta. Un libro fotografico di Dino Raimondi e Francesco Pasini, che rappresenta il secondo capitolo di un trittico destinato a concludersi con la terza pubblicazione, focalizzata sul primo anno di serie A, in una sorta di inattesa parabola a salire, a partire dalla Lega Pro. Un pretesto per parlare di quello che il pallone evoca, di come incrocia storie e funge da testimone fra generazioni di appassionati. Una passione che non risparmia il giornalista, poeta e scrittore ferrarese Gian Pietro Testa, «cresciuto a pane e calciatori», per sua stessa ammissione. Laddove i nomi delle squadre di calcio stampate sulle figurine Panini, assurgono a riferimenti geografici davanti alla sospensione della credulità, di cui sono inconsapevolmente provvisti i bambini. Ad ammettere di aver creduto da piccolo che Spal e Atalanta fossero due città, è il giornalista Massimiliano Castellani. Ritorna ancora il potere evocativo del calcio, la sua forza attrattiva che lo salda con un territorio, quella capacità di creare un’osmosi con l’universo culturale. Ecco allora materializzarsi «Giorgio Bassani e Pier Paolo Pasolini» che seguono una partita della Spal. Sempre in tema di amicizia, spicca quella fra Ezio Vendrame, mezz’ala e poeta, e il cantautore Piero Ciampi. D’altronde entrambi sono alla ricerca della profondità. Talvolta è il dolore a divenire un filo conduttore fra tifoserie, e le curve di due compagini sono unite dal ricordo dei propri compagni caduti. Legami che superano chilometri, in un gioco di rimandi che ricalca i rimbalzi del pallone. E poi c’è il fascino della dimensione di provincia, dove affrontare una grande è un’ennesima sfida con la propria forza. Dove la foto della notte che si adagia sulla porta di un campo di periferia, sottende il fiorire di una nuova alba.

Giuseppe Malaspina