Come giocherebbe un undici moderno con radici brasiliane

Prova didascalia
[ccfic format=”plaintext”] Se il fantacalcio sprigiona la fantasia di ogni giocatore, al punto da agevolare in campi virtuali formazioni iper-offensive, il senso di equilibrio che esso trasmette pare reggersi solidamente su piani inclinati. Quante volte, infatti, chi vi si è avventurato non ha potuto fare a meno di constatare linee di difesa e centrocampo votate naturalmente all’attacco, e poco inclini al ritorno in copertura… Nello stereotipo sportivo, consolidatosi fino agli ultimi decenni, erano i calciatori brasiliani a rappresentare un modello predisposto a gravitare stabilmente sulla trequarti. Un modello destinato a essere rielaborato alla luce dei cambiamenti tattici legati alla modernità, e al contestuale emergere del giocatore polivalente. Ecco allora, il superamento di moduli improntati a valorizzare il ruolo dell’elemento qualitativamente più talentuoso, in nome di una coralità di pedine potenzialmente impiegabili in più zone del terreno di gioco, attente più alle dinamiche della palla che ai movimenti degli avversari. In un contesto così, caratterizzato anche da calciatori provenienti da continenti diversi e provvisti di altra cittadinanza, un’idea tanto affascinante quanto surreale, riguarda l’utilizzo di calciatori di origini brasiliane, ma che hanno scelto o potenzialmente possono scegliere, di indossare la maglia di un’ulteriore Nazionale. L’immaginazione di un undici attuale con tali caratteristiche, è un esercizio bizzarro per giocare con nomi, luoghi e qualità differenti, oltre che un modo semiserio per confutare la tesi che il pallone è uno sport conservatore. Spazio allora alla formazione dalle radici collocate in Brasile, e coi rami che guardano alle terre d’Europa, sensibili alla linfa del 4-3-3, della rottura dei catenacci, dell’apertura alla nuova bellezza.

 

Guilherme

Il primo oriundo della Russia è un portiere nato a Cataguases, nello stato del Minas Gerais. Una carriera forgiata ormai da oltre dieci anni di militanza fra le fila del Lokomotiv Mosca. I suoi progressi fra i pali, in virtù dei riflessi che lo rendono plastico e reattivo, gli valgono una convocazione in Nazionale agli Europei francesi del 2016.

 

Mário Fernandes

Veloce, preciso, inseguitore della profondità di manovra. Il suo ruolo di esterno destro, soprattutto quando la difesa è a tre, si concilia con un’attitudine naturale a spingere sulla fascia e crossare a favore dell’attaccante di turno. Nativo di São Caetano do Sul, acquisisce la cittadinanza russa un paio d’anni fa. E disputa nella sua nuova patria un dignitoso campionato del mondo.

 

Thiago Cionek

L’acquisto probabilmente più azzeccato del mercato di gennaio della scorsa stagione spallina. Riferimento imprescindibile della retroguardia biancazzurra, il difensore brasiliano naturalizzato polacco approda in terra estense dopo due anni a Palermo. Il trentaduenne nato a Curitiba, lotta con eroismo in area di rigore, senza risparmiare fiato durante ogni intervento in marcatura.

 

Felipe Dal Bello

Compagno di reparto di Thiago, sull’erba del ‘Paolo Mazza’, Felipe Dal Bello è un difensore brasiliano nato a Guarantiguetá, in possesso del passaporto italiano, per le origini padovane di un bisnonno. Abile negli anticipi e nel gioco aereo, dotato di un discreto tiro di sinistro, oltre che di un’esperienza ultradecennale conquistata sui campi della massima serie.

 

Fabiano Santacroce

Ogni gruppo ha una sua scommessa sulla quale fare leva. Se penso a un giocatore di origini brasiliane che sicuramento non è riuscito a esprimere fino a ora il suo considerevole potenziale è il trentaduenne difensore del Cuneo. Centrale, ma all’occorrenza esterno di fascia, con l’esordio in Under 21 e nel pacchetto arretrato del Napoli, pareva proiettato a raccogliere maggiori soddisfazioni. Eppure la determinazione è una dote che non manca al difensore nato a Camaçari.

 

Rômulo

In mancanza di un Allan, incredibilmente lasciato ancora fuori dalla Seleção e attualmente privo della doppia cittadinanza, ecco emergere la duttilità di questo jolly, nato nel 1987 a Pelotas, e naturalizzato italiano per via delle origini veneziane dei suoi trisavoli. Negli ultimi tempi, pare diffondersi l’uso del termine ‘tuttocampista’, e la sua capacità di adattamento in tutti e tre i reparti sembrano virare in tale direzione.

 

Jorginho

Il mondo del pensiero e quello dell’azione che agiscono quasi in simultanea. Della visione di gioco ‘dinamica’ del centrocampista di Imbituba, classe 1991, rimane poco da dire e tanto da apprezzare. Azzurro, come il colore delle sue maglie, e come la sensazione di brillantezza che trasmette, quando confeziona palloni ai compagni, da ogni angolatura possibile.

 

Thiago Alcántara

Fratello ‘de leite’ di Rafinha, anche un po’ di Lecce – per citare una battuta del cult ‘L’allenatore nel pallone’ – alla luce dei trascorsi giallorossi di Mazinho, papà dei due calciatori, e campione del mondo con i verdeoro, a Usa 1994. Nato a San Pietro Vernotico, nel Brindisino, Thiago Alcántara è un centrocampista spagnolo con passaporto italiano e brasiliano, oltre che un punto di forza del Bayern Monaco. Agisce tendenzialmente in tutti i ruoli della mediana, con una predisposizione verso la trequarti.

 

Rodrigo

Il numero 9 sulle spalle, all’ultimo Mondiale in Russia, ha sancito la fiducia un percorso di conquista della casacca delle ‘furie rosse’. Nato a Rio de Janeiro nel 1991, svaria con disinvoltura nel reparto offensivo della Spagna e del Valencia, il suo club da più di quattro anni. Prima o seconda punta, ala o rifinitore, molteplici le soluzioni d’attacco che propone.

 

Diego Costa

Ha tagliato da pochissimo il traguardo delle trenta primavere. Maturità di un esperto incursore d’area di rigore, e scatto bruciante di un velocista, avvezzo anche a cercare il colpo di testa. Nella carta d’identità, il comune di nascita è Lagarto, città brasiliana nello stato del Sergipe. Naturalizzato spagnolo, dal 2014 ha scelto la nazionale iberica per esprimere il suo micidiale repertorio.

 

Éder

Un discreto campionato europeo nel 2016 fra le fila azzurre, sotto la direzione di Antonio Conte. E una ricerca del gol e dell’assist, supportata da un fisico agile. L’attaccante naturalizzato italiano e nato a Lauro Müller, nello stato di Santa Caterina, in Brasile, da questa estate disputa la Super League cinese, militando fra le fila del Jiansu Suning. In questo tridente virtuale con Rodrigo e Diego Costa, potrebbe garantire quel pizzico di imprevedibilità in più sulla fascia sinistra.

Giuseppe Malaspina