Il passo silenzioso di Carmelo Imbriani

Immagine dalla pagina Facebook 'Imbriani Non Mollare'

La mappa geografica, disegnata dalle città delle squadre dove ha giocato, indica in Genova e Catanzaro rispettivamente i punti più a nord e più a sud della penisola italiana. Quella raccontata da un viaggio speciale, spinto dal ricordo del suo nome, invece insegue un tragitto intercontinentale. Perché la memoria di Carmelo Imbriani continui a essere coltivata. La sua storia calcistica si sviluppa dall’inizio degli anni Novanta, fino alla fine del Duemila. Il debutto nel Napoli, sotto la guida di Marcello Lippi prima e di Vujadin Boškov poi. Tre annate con la casacca azzurra vestita in passato da calciatori come Diego Armando Maradona e Antonio Careca. Quindi, una carriera che prosegue con Pistoiese, Casarano, Genoa e Cosenza. I colori giallorossi del suo Benevento, città dalla quale proviene. Infine, le esperienze con le maglie di Salernitana, Foggia e Catanzaro. È però la compagine sannita ad accompagnare il suo ultimo tratto di percorso da giocatore. Un calciatore volenteroso, con un repertorio da centrocampista offensivo non privo di giocate interessanti. Ma soprattutto un modello comportamentale caratterizzato da umiltà e senso del sacrificio, che poco ha a che vedere con i personaggi di divi del pallone, protagonisti dell’immaginario collettivo. Arriva allora il tempo per allenare gli allievi del Benevento, poi la prima squadra. Nel frattempo, la malattia lo colpisce fino a strapparlo ai suoi cari. Le tifoserie di diverse squadre si uniscono in un abbraccio virtuale in suo nome, arrivando a superare la banalità delle contrapposizioni. Il dolore della sua perdita spinge il fratello Gianpaolo, impegnato con l’associazione Imbriani non mollare, a lanciare l’omonima campagna. La finalità è portare in giro per il mondo una coppia di immagini. Quella della famosa esultanza di Carmelo dopo un gol, e quella di un’opera realizzata dall’artista Keith Haring e raffigurante un abbraccio fra due persone. Il sito e la relativa pagina Facebook oggi sono pieni di queste due immagini, fotografate nel loro viaggio nei paesi del globo. Una sorta di diario di bordo per testimoniare quanto la cultura sportiva possa essere un veicolo che accomuni e non divida. Una delle ultime tappe delle iniziative in memoria di Imbriani è il progetto, dal titolo ‘Un campo per Carmelo’. La realizzazione, cioè, di un centro sportivo a Itigi, in Tanzania, dedicato appunto al calciatore sannita, prematuramente scomparso nel febbraio del 2013, all’età di trentasette anni. Un obiettivo che rappresenta il frutto dell’impegno di quattro partner. L’associazione Imbriani non mollare, la web tv Ntr24, la Congregazione dei missionari del preziosissimo sangue, e Hitch2 produzioni, che ha prodotto il docufilm ‘Volevo essere Imbriani’. Un documentario diretto da Umberto Rinaldi, dove sono presenti interviste a Ivan Zazzaroni, Marcello Lippi, Fabio Pecchia. Nel prossimo mese di maggio è prevista l’inaugurazione del campo da calcio.