Ipotesi e certezze sul vivaio inglese del futuro

I quarti di finale delle competizioni europee di questa stagione consegnano una piccola e contingente verità. Le attuali prime sei squadre del campionato inglese sono ancora in lizza fra Champions ed Europa League. Liverpool, Manchester City, Tottenham, Chelsea, Manchester United e Arsenal dimostrano il proprio livello di competitività internazionale, dopo aver reso altamente interessante la Premier League. Spostando lo sguardo verso lo scenario del domani della Nazionale inglese, sono diversi i calciatori sui quali costruire un cantiere operoso. Fra reparti che vantano un’abbondanza di giovani talenti, e altre zone del campo dove il presidio numerico non è egualmente garantito, spazio a una selezione che gioca fra solide certezze e piacevoli azzardi. Lo schema, intorno al quale articolare un’impostazione, è un dinamico 4-3-3.

 

Jordan Pickford

Due anni all’Everton e un quarto posto all’ultimo Mondiale sono un importante biglietto da visita, per questo ragazzo, classe 1994. Un metro e 85 centimetri, per alcuni non rappresentano un’altezza irresistibile in un ruolo che tuttavia non annovera oggi parecchi concorrenti, ma la reattività si salda con l’esperienza che si fa strada facendo.

 

Trent Alexander-Arnold

Forza, velocità, recupero. Il temperamento del terzino del Liverpool, nato nel 1998, condensa le caratteristiche dell’esterno difensivo moderno. La guida di Jürgen Klopp sta facendo maturare le sue già preziose doti.

 

Nathaniel Chalobah

Definirlo una vecchia conoscenza del calcio italiano, per via della sua passata militanza nel Napoli, suscita uno strano effetto, se si considera che è nato nel 1994. Sospeso fra il peso di essere una grande promessa, e la concretezza mostrata in ambito tattico e atletico talvolta sulla linea mediana del Watford, può essere una pedina su cui puntare.

 

Joe Gomez

Per rendere più compatta la retroguardia, ecco sopraggiungere un altro elemento dei Reds. Una qualità che accompagna il difensore del 1997, è la sua spiccata duttilità. Può percorrere ambo le corsie con ritmi elevati, e al contempo può agire al centro, sfruttando l’abilità nel gioco aereo.

 

Kyle Walker-Peters

Un altro esterno dal doppio cognome, stavolta nato nel 1997. La corsia preferenziale è quella destra, eppure i suoi inizi sono da trequartista. Risicate le presenze fra le fila del Tottenham, ma figura in rosa dai tempi delle giovanili. Può muoversi come ala, o anche come terzino sinistro. Chissà se, dopo tanto peregrinare lungo le diverse zolle di campo, ha trovato la sua posizione.

 

Ainsley Maitland-Niles

Superba, la sua prova all’andata contro gli azzurri partenopei. Mister Unai Emery gli concede fiducia e lui ripaga con una prestazione di qualità e quantità. Vince contrasti e smista palloni preziosi. Una carriera in crescendo per il giovane, classe 1997, che si muove bene sia come interno che sulla fascia.

 

Ruben Loftus-Cheek

La visione tattica di Maurizio Sarri non può che fargli bene. Conta già una decina di presenze in Nazionale, eppure è il Chelsea dove sta plasmando i movimenti nella fase di non possesso palla. Forte come incontrista, veloce nella corsa e sempre più rapido nella visione di gioco, considerando che il suo anno di nascita è il 1996.

Dele Alli

Saper fare quasi tutto può essere un’arma a doppio taglio, quando hai una giovane età e corri il rischio di non sapere dosare ogni singolo ingrediente del talento. Qualitativamente validissimo, questo elemento del 1996, che talvolta eccede nel dribbling, oltre a possedere un tiro micidiale e una profonda duttilità.

 

Jadon Sancho

Il suo soprannome, ‘The rocket’, chiarisce senza giri di parole che quando parte sulla fascia destra ha la reattività di un razzo. Nasce nel 2000, e fornisce il suo importante contributo nella linea d’attacco del Borussia Dortmund. Pare già completo, sia nella fase di finalizzazione che in quella dell’assist ai compagni.

 

Marcus Rashford

Chiamatelo ‘falso nueve’, chiamatelo atipico numero dieci, l’importante è che lo chiamiate a giocare. Al centro dell’attacco, accompagnato da due compagni di reparto dotati di tecnica e agilità, può essere devastante. Discreta propensione alla rete, oltre a un grande spirito di sacrificio per questa eclettica punta del 1997.

 

Callum Hudson-Odoi

La sua dimensione sta piano piano materializzandosi al Chelsea. Spesso impiegato esterno a destra, pur trovando più congeniale il versante opposto, si è saputo dimostrare all’altezza. Classe 2000, provvisto di scatto, rapidità e intelligenza tattica. Con le sue performance al Chelsea, si è già guadagnato un paio di convocazioni in Nazionale.

Giuseppe Malaspina