Se l’Olanda giocasse seguendo il modello Ajax

Nella settimana concomitante con il cinquantesimo compleanno di Dennis Bergkamp, appare doveroso un pezzo che metta insieme il gioco dei lancieri e quello espresso dalla Nazionale orange. D’altronde il talentuoso trequartista dell’Inter, che probabilmente ha raccolto meno risultati in funzione del suo bagaglio tecnico, ha assimilato i principi tattici nel vivaio ajacide, prima di metterli al servizio delle squadre di club e della sua Olanda. E allora, alla luce delle ultime prestazioni in Champions league dell’Ajax, perché non provare ad azzardare una futura formazione arancione, sulla scorta del gioco convincente della squadra di Amsterdam, e dei suoi uomini di riferimento?

 

Jeroen Zoet

 

Può sembrare un controsenso piazzare in porta un estremo difensore del Psv, storica compagine rivale dei lancieri. Eppure, il giocatore ventottenne sta garantendo un buon livello di copertura della retroguardia del proprio club. Che peraltro, sta giocando una stagione di livello, duellando in maniera trepidante contro gli avversari di sempre.

 

Kenny Tete

 

Difensore esterno destro di un’eventuale difesa a quattro, dall’utilizzo polivalente. All’occorrenza, il ventitreenne proveniente dalle giovanili dell’Ajax, e attualmente in forza al Lione nel campionato francese, può spostarsi sulla fascia sinistra, oppure scalare per adempiere alle mansioni di centrale. La rapidità di azione ne fanno un titolare.

 

Matthijs de Ligt

 

Di lui si è scritto tanto, come uno dei prospetti più interessanti fra i difensori centrali moderni. L’esperienza in Champions league ne ha certamente sdoganato le qualità di proposizione, soprattutto nei calci d’angolo. Il lavoro tattico che rimane da svolgere, presumibilmente all’interno di una rosa blasonata, servirà a limare ogni residuo limite nella visione di gioco.

 

Virgil van Dijk

 

Fisicità, senso tattico e personalità si fondono in un trinomio complementare e compatto. L’unico rischio, se così lo si può definire, è la capacità di aderire a un gioco sistemico e corale per un atleta che possiede un repertorio individuale così cristallino. La sua maturità, coltivata anche in questa esperienza al Liverpool, però sembra allontanare completamente tale minaccia.

 

Jetro Willems

 

Sulla fascia sinistra della corsia difensiva dell’Eintracht Francoforte, non ha ancora raggiunto una maturità. Però le doti atletiche, e di corsa, ci sono. Sarebbe bello vederlo agire sulla fascia di competenza, alle prese con un’armonia corale rispettosa del modello Ajax. Cresciuto nello Sparta Rotterdam e transitato fra le fila del Psv, vince il campionato europeo under 17, nel 2011 in Serbia.

 

Georginio Wijnaldum

 

Sarà l’ebbrezza della rimonta ai danni del Barcellona, sarà l’insondabile (fino in fondo) mistero del calcio che attrae tanto gli appassionati, ma il centrocampo di questa squadra-laboratorio non può avere una porzione occupata da un calciatore eclettico che non sia lui. Potenza, precisione e duttilità sono i grimaldelli ideali per scardinare le linee nemiche.

 

Donny van de Beek

 

Ogni equilibrio sopra la follia non può prescindere da un suo perno. Ecco, nel centrocampista emblema dell’Ajax della contemporaneità, ci sono i requisiti per adempiere al ruolo di convincente playmaker offensivo. L’equilibrio è la sua fulminea capacità di leggere le situazioni, la follia è la conseguenza eventuale di una mancata copertura degli interni, a una sua sortita in avanti.

 

Frenkie de Jong

 

Essenziale elemento di presidio del centrocampo. Il proprio raggio d’azione inevitabilmente si è abbassato, anche in virtù delle incursioni del compagno di reparto van de Beek. Se l’amico libera uno spazio, il buon Frenkie è lì per riempire il vuoto. E consentire al 4-3-3 iniziale di travestirsi da 4-2-3-1. Il tempo di scagliare la lancia, poi si ritorna eleganti a fare quadrato in mezzo al campo.

 

Quincy Promes

 

Vince una sorta di personale sfida con Anwar El Ghazi (più giovane e peraltro di scuola Ajax). L’idea è che la sua velocità e la sua attitudine a giocare prevalentemente sulla fascia opposta, possa però renderlo un vivace esterno d’estro d’attacco, per via della predisposizione al dribbling e ad alternare entrambi i piedi. Una saetta, in grado di disorientare le difese rivali.

 

Jürgen Locadia

 

Centravanti classe 1993, attualmente in forza al Brighton. Anche in questo caso, la parola chiave pare essere ‘duttilità’. Se infatti, il suo impiego è principalmente al centro dell’attacco, esistono situazioni nelle quale può essere adattato a giocare come esterno su ambo le farce, oppure in posizione di seconda punta. La tecnica di cui è provvisto, lo rende insidioso in area.

 

Menphis Depay

 

La maglia con il numero 10, rappresenta un indizio delle sue caratteristiche di gioco. Tuttavia, dribbling e agilità ne collocano una posizione flessibile sulla fascia sinistra offensiva. Il suo tiro può intervenire sia una volta che converge, che dalla distanza. Anche in questo caso, l’abilità nel saltare l’uomo va canalizzata in una logica di sistema di gruppo.

Giuseppe Malaspina