La sfida di Eleonora Goldoni, nuova attaccante nerazzurra

Immagine dal profilo Facebook di Eleonora Goldoni

È di qualche giorno fa la notizia del passaggio di Eleonora Goldoni, la giovane calciatrice ferrarese, all’Inter women, salita quest’anno in serie A. Da tifoso interista, confesso di aver tirato un sospiro di sollievo: in quest’estate di amarezze per chi ama la Beneamata, da Conte, bandiera juventina, come nuovo allenatore (e chissà quanto mi ci vorrà per metabolizzare il colpo!), al caso Icardi che si trascina stancamente come la peggiore delle telenovelas sudamericane, fino ai campioni o presunti tali che dovrebbero andare a rinforzare la squadra e che poi finiscono invariabilmente alla Juve, in tutto questo susseguirsi di amarezze, dicevo, almeno una nota positiva ci risolleva il morale. Goldoni è uno dei prospetti migliori del calcio femminile italiano e il suo acquisto sta a significare l’ambizione dell’Inter, al suo esordio nella massima serie, di volersi rapidamente mettere al passo con le squadre migliori.

Ho conosciuto Eleonora nel luglio di quattro anni fa, la intervistai per Listone Magazine proprio pochi giorni prima che partisse per gli Stati Uniti. Ricordo che mi arrivò dalla redazione una segnalazione su una giovane calciatrice: «Che ne diresti di intervistarla? Potrebbe essere una storia simile a quella di ‘Sognando Beckham’!». Fino ad allora non avevo sentito parlare di questa teenager fenomeno, che segnava gol a grappoli per la New Team (la squadra di Ferrara che l’ha lanciata nel mondo del calcio femminile), che aveva già esordito con le giovanili della Nazionale e che, cosa forse ancor più significativa in questo mondo così legato a social network ed affini, a soli 19 anni aveva già una pagina Wikipedia a lei dedicata. Dopo esserci scambiati alcuni sms, ci siamo dati appuntamento qualche giorno più tardi alla sede della New Team ai ‘Tre campi’ dove, come al solito, io arrivai con tremendo anticipo, maledicendomi anche per il fatto che era un pomeriggio così caldo, che neanche gli alti pioppi e il verde che circondano la zona, a quell’ora naturalmente deserta, riuscivano a dare sollievo. Dopo un po’ d’attesa, vidi arrivare una ragazzina minuta e dalla bellezza abbagliante, che col suo sorriso dolce riuscì rapidamente a mettermi a mio agio e a cancellare l’imbarazzo per averla importunata in un momento tanto importante della sua vita, dato che da lì a due giorni avrebbe preso l’aereo per il Tennessee. «Mia madre è ancora un po’ in ansia, ma sa che questa è una cosa che ho sempre desiderato e quando è arrivata la chiamata dagli Stati Uniti non potevo crederci», mi confessò candidamente. Eleonora andava negli States non solo per studiare, ma anche per coltivare quel sogno, che lei sperava potesse trasformarsi un giorno in realtà, di diventare una calciatrice professionista. E, per farlo, la strada maestra era trasferirsi nella patria del calcio femminile, sfruttando una borsa di studio offertale dalla East Tennesse University, dove avrebbe giocato con le Lady Buccaneers, la squadra dell’università.

Nonostante le difficoltà iniziali dovute alla lontananza da casa, alla lingua e agli inevitabili momenti di solitudine (tanto più forti se si pensa che Eleonora proviene da una famiglia numerosa), la sua scelta si è presto dimostrata azzeccata. Negli anni passati a farsi le ossa nel campionato Ncaa, la lega universitaria statunitense, la Goldoni è diventata il miglior goleador delle Lady Buccaneers meritandosi, nel 2018, la prima convocazione con la Nazionale maggiore, nell’amichevole giocata a Marsiglia contro la Francia, oltre ad altre chiamate da parte della Ct Milena Bertolini per alcune partite di qualificazione ai mondiali francesi, tra cui una, Italia-Belgio, giocatasi nella sua Ferrara.

In quest’estate 2019, così importante per il nostro calcio femminile, grazie ai successi che hanno portato la Nazionale all’attenzione anche degli appassionati più distratti, a causa di un infortunio Eleonora ha dovuto saltare i Mondiali di Francia, ma si è rifatta alle Universiadi di Napoli, trascinando, coi suoi tre gol, l’Italia a un onorevole settimo posto, oltre a togliersi la soddisfazione di battere 2-1 gli Stati Uniti. Oggi inizia per lei una nuova sfida, in una squadra, l’Inter, che è anche la sua squadra del cuore, fin da quando, appena bambina, papà Mario la portò a San Siro a vedere un’Inter-Reggina e lei si innamorò delle capriole di quello strano funambolo di Oba Oba Martins. Ed è bello che, in un calcio che tende sempre più ad ammainare le proprie Bandiere (non ultimo il caso De Rossi), ci sia ancora spazio per chi gioca seguendo semplicemente la propria passione. Dal prossimo campionato Eleonora si troverà al centro dell’attacco dell’Inter, a fianco di Regina Baresi, capitano dei nerazzurri, e affronterà gente come Barbara Boansea, suo ‘mito’ e, ormai, compagna di Nazionale.

Adesso che è una calciatrice e una donna affermata, e che è pure un idolo ‘social’, apprezzata dal grande pubblico per alcune apparizioni televisive come commentatrice delle partite dell’Italia agli ultimi mondiali, sembra lontano una vita quel caldissimo pomeriggio di luglio ai ‘Tre campi’.

Enrico Frabetti