Il film sportivo senza tempo di ‘Campionato dei sogni PES’

Immagine dalla pagina Facebook 'Campionato dei sogni PES'

Fuor di metafora, il passaggio del pallone è una forma di teletrasporto. Letteralmente, infatti, il gesto di scambiare la sfera con un compagno di squadra, nel corso di una manovra di gioco, è un modo per accorciare le distanze. Anche in senso figurato, poi, una delle rare capacità del calcio è di ‘teletrasportare’ generazioni diverse di spettatori in una sorta di unica gradinata ideale. Al di là di fedi sportive, evoluzioni tattiche e cicli di campioni che si sorpassano, l’occhio critico di ogni tifoso scorgerà sempre la bellezza, qualunque sia la sua origine. E proprio dalle singolari visioni di bellezza del calcio, fra il serio e il faceto, sulle pagine di questo blog si è raccontata la difficoltà di pescare dal proprio pantheon, la migliore formazione possibile. Eppure, a far dialogare con ironia e accuratezza passato e presente, a colpi di pallone, è una pagina Facebook dal titolo ‘Campionato dei sogni PES’. Il linguaggio visivo della modernità si sposa con una meticolosa conoscenza della narrazione sportiva di ieri. L’atmosfera che finisce così per crearsi, soprattutto in tempi di astinenza da partite reali, restituisce proprio quel dialogo fra realtà e fantasia. Un campionato virtuale incastonato nella grafica del noto videogame, dove i nomi più apprezzati del calcio di epoche differenti, uniti dai colori delle maglie che li hanno visti protagonisti, disputano varie edizioni di competizioni nazionali e internazionali. Per esempio, c’è la suggestione della casacca viola, indossata simultaneamente da Roberto Baggio e Gabriel Batistuta, Giancarlo Antognoni, Dunga e Sócrates. A poco, tuttavia, servirà il peso specifico del loro talento nella sfida di poco più di un anno fa contro la Lazio. La porta, custodita egregiamente nei novanta minuti da Giovanni Galli, verrà violata nel recupero ad opera di Marcelo Salas, lesto a ribattere in rete dopo una respinta. Le formazioni ‘classic’ superano anche i confini geografici, e la recente finale di Coppa Libertadores fra Boca Juniors e São Paulo fornisce l’occasione di osservare l’interazione di calciatori idolatrati dalle tifoserie, in lontani periodi storici. Per la cronaca, la prima frazione di gioco vede in vantaggio la compagine argentina, in virtù di una staffilata vincente di Martín Palermo. Il pareggio arriva nella ripresa, a causa di autogol provocato da uno sciagurato controllo di piede del portiere Hugo Gatti, fedele al suo soprannome ‘El Loco’. A ristabilire le gerarchie, infine, la zampata vincente di Claudio Caniggia. Campioni del passato che riemergono dalle stanze della memoria, ma anche iconiche figure che accesero i fari sulla provincia italiana. Perché, del campionato, fanno parte anche realtà come Avellino, Catanzaro, Como. Un progetto ideato dalla passione e dalla competenza del fumettista Enzo Troiano, e arricchito dagli interventi dell’imitatore Roberto Valentino, alle prese con la riproduzione di voci di telecronisti come Nando Martellini o Bruno Pizzul, per accompagnare le partite. Altri ingredienti a rendere il contesto particolarmente suggestivo, sono articoli giornalistici e storiche trasmissioni televisive costruite intorno ai match disputati. Una rappresentazione nella rappresentazione che catapulta il pubblico in un gioco dove, per pochi minuti, lo sport incontra la sospensione dell’incredulità. Per la platea dei più giovani, poi, la pagina apre una finestra sui decenni in cui il calcio non era così vampirizzato da interessi economici e mediatici. E fotografa, seppure attraverso istantanee in movimento, figure che, se non fossero ricordate dalle generazioni precedenti, sarebbero solo cognomi sugli almanacchi. Un altro assist che, in fondo, richiama il concetto di teletrasporto.

Giuseppe Malaspina