Quella volta che Diego Maradona indossò la maglia di Franco Baresi

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Nell’autunno del 1997, la pratica di ritirare ufficialmente il singolo numero di casacca di un club, in Italia, conosce il suo primo precedente. Nella lista delle maglie numerate del Milan, infatti, manca lo storico 6. Una cifra portata sulle spalle che non si limita a ricordare, in un contesto destinato inevitabilmente a cambiare rispetto al passato, la funzione assolta dal libero nel calcio agli albori della modernità. Ma che evoca, sia all’interno della comunità rossonera che nell’immaginario degli appassionati del pallone, un nome e un cognome precisi. Franco Baresi. La sua figura, insieme a quella di Gaetano Scirea, divide da tempo i cultori dell’estetica del gioco, sull’identità del migliore ad averne interpretato il ruolo nel corso della propria carriera. Dalla stagione 1997/98, dunque, il Milan giocherà per sempre senza quel numero di maglia. Un omaggio simbolico alla bandiera rossonera che l’1 giugno del 1997 gioca la sua ultima partita, all’età di 37 anni. Già, perché Franco Baresi da Travagliato nasce l’8 maggio del 1960, nella stessa annata in cui, il 30 ottobre successivo, verrà al mondo Diego Armando Maradona. I duelli sportivi fra il difensore e il fantasista si ripeteranno più volte nel campionato italiano, nel settennato azzurro che ‘El Pibe de Oro’ vivrà nel nostro Paese. Un rapporto di stima fra avversari che cresce attraverso le vittorie della squadra dell’uno, e quelle della compagine dell’altro. E proprio a pochi giorni di distanza dal traguardo delle sessanta primavere di Franco, è interessante riscoprirlo attraverso un episodio che risale all’1 ottobre 1989. Nella settima giornata del girone d’andata del campionato di Serie A, allo stadio ‘San Paolo’ di Napoli, si disputa l’incontro fra partenopei e milanisti. Il Milan ha vinto l’ultimo scudetto due stagioni prima, il Napoli lo vincerà in quella in corso. In mezzo ai due successi, c’è quello dell’Inter. È un periodo prolifico di conquiste per i club italiani nella scena internazionale. Arrigo Sacchi è al timone di un Milan che fa del pressing la leva per scardinare retaggi catenacciari, e moltiplicare le possibilità di soluzioni offensive. Uno strumento organizzativo ovviamente delicato, dove la linea difensiva ricopre un ruolo estremamente prezioso. Dall’altra parte, il gioco del Napoli di Albertino Bigon non può prescindere dall’imprevedibilità del più forte giocatore del mondo, e dalla sua coesione con il resto di un gruppo cresciuto con il tempo. Venendo al match, la prima frazione di gioco sarà all’insegna di un confronto più muscolare che tecnico. Eppure, da uno spunto di Diego sulla sinistra del campo, la palla filtrerà fino alla testa di Andrea Carnevale, lesto a metterla nel sacco. Botta da fuori area di Carlo Ancelotti senza esito, poi, per tentare il pareggio. Antonio Careca prova quindi il raddoppio con un tiro angolato, disturbato proprio da Baresi. Il portiere Giovanni Galli c’è. Ancora un dribbling di Careca, nella retroguardia rossonera, che finisce con un nulla di fatto. Nuovo tentativo di Ancelotti, con palla fuori, da assist di Franco Baresi. Il primo tempo si avvia al termine con una conclusione alta di Alberigo Evani. Con un fallo di Paolo Maldini su Maradona, l’ultimo minuto il Napoli ottiene una punizione. Diego ispira ancora con un morbido pallonetto Carnevale, che di testa insacca per la seconda volta. Nel secondo tempo, Marco Simone rileva Frank Rijkaard, e impensierisce Giuliano Giuliani con un diagonale insidioso. Il Milan sale sul piano dell’intensità e il Napoli si preoccupa di contenerne la foga. Un assedio che tuttavia s’infrange con la compattezza azzurra. Andrea Carnevale esce per Massimo Mauro, e da uno scambio fra quest’ultimo e Maradona, la difesa alta del Milan è superata. Diego avanza palla al piede, finta il tiro, e con un colpo sotto segna il definitivo 3 a 0. Il Napoli è primo in classifica, e chiuderà il campionato sei mesi dopo, a due punti di distanza proprio dal Milan. Nel dopopartita, Diego Armando Maradona si concederà a un’intervista itinerante, intriso del sudore della sfida, con addosso la maglia rossonera numero 6. «Questa è di un grandissimo giocatore. Io penso che Franco Baresi è il massimo come difensore». Parole in presa diretta che sottolineano il desiderio di conservare la maglia come ricordo «per tutta la vita».

Giuseppe Malaspina